Corsi emi emdr
L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ovvero Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso Movimenti Oculari) è un protocollo clinico strutturato in otto fasi. La procedura d’intervento prevede che, mentre il paziente si focalizza su alcuni elementi del ricordo traumatico, il terapeuta procede con una “stimolazione bilaterale alternata” degli occhi, attraverso un tamburellamento su alcune parti del corpo oppure tramite l’ascolto di suoni alternati presentati alle orecchie. Parte integrante del protocollo è il “triplice approccio” globale utilizzato nell’EMDR che si focalizza sull’esperienze passate, su quelle attuali cause di stress e su situazioni e comportamenti desiderati per il futuro.
L’ EMDR è, dunque, strutturata per la risoluzione di sintomi e del disagio emotivo legati alle esperienze di vita stressanti o traumatiche. L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress, che per altri disturbi derivati da traumi, quali possono essere gli attacchi di panico e tutti i disturbi di derivazione ansiosa e le fobie; la depressione e i disturbi dell’umore; le dipendenze; il dolore cronico; il lutto; gli abusi sessuali, fisici e psicologici e tanti altri.
Il modello teorico su cui si posano le basi dell’EMDR è il modello AIP (Adaptive Information Processing, ovvero Elaborazione Adattiva dell’Informazione), che postula che tutti gli essere umani hanno un sistema fisiologico per elaborare l’informazione, affrontando la molteplicità di elementi delle proprie esperienze ed immagazzinare i relativi ricordi in una forma accessibile e funzionale.
Il modello teorico dell’EMDR ritiene che un evento traumatico e/o altamente stressante blocchi questo processo naturale di elaborazione dell’informazione e che tali esperienze possano essere memorizzate, attraverso all’impatto emotivo, le sensazioni fisiche e le cognizioni legate all’evento traumatico, in una forma frammentata e non integrata.
Attraverso la terapia EMDR è possibile riattivare tale sistema cerebrale al fine di “archiviare” gli eventi traumatici come normalmente avviene per le memorie dichiarative; lavorando su diversi canali, quali sensazioni, immagini, pensieri ed emozioni, il ricordo perde i contenuti negativi bloccati nella memoria traumatica e si riescono a sbloccate le memorie positive che aiutano a completare il cambiamento dell’evento, modificandone le emozioni complessive associate. In questo modo si aiuta la persona ad accedere a nuovi pensieri, credenze e percezioni positive su se stessa.

